Etichetta secondo Regolamento 1272/2008 (CLP)

Etichetta secondo Regolamento 1272/2008 (CLP)

 

  1. Ogni pittogramma deve coprire almeno un quindicesimo della superficie dell’etichetta, ma non deve essere inferiore a 1 cm².
  2. Saranno abbastanza comuni casi di prodotti con 5 pittogrammi, nella pratica il numero massimo è 6 (7 per i gas).
  3. L’area da dedicare ai pittogrammi è mediamente il 30% di quella dell’etichetta.

etichettatura

In questo esempio secondo il CLP occorre raddoppiare le dimensioni dei pittogrammi.

 

Rating Label – Etichetta apparecchiature elettriche elettroniche

Rating Label

Indica l’quipaggiamento elettrico del prodotto indicando la conformità alla normativa europea, spesso la LVD 2006/95. Indica la tensione in corrente alternata, in VAC, la frequenza in Hz e la potenza massima max in W.

Ad esempio 220-240 VAC 50/60Hz max 10W

A questi dati vanno accompagnati dei simboli che cambiano a seconda del prodotto.

simbolo smaltimento raeeIl cestino con la croce sopra indica che il prodotto va smaltito secondo la
direttiva RAEE. Questo marchio significa che il prodotto non deve essere gettato tra i rifiuti normali perché contiene sostanze pericolose.

 

 

 

 

 

 

doppio quadrato isolamentoQuesto simbolo mostra che il prodotto su cui è apposto ha un isolamento elettrico di Classe II. Questo significa che l’isolamento elettrico non è unicamente basato sulla protezione delle parti attive, ma anche su un ulteriore sistema di sicurezza. Il prodotto presenta due strati di materiale isolante oppure un isolamento rinforzato, costituito da un unico strato isolante ma efficiente come il caso precedente, tra le parti attive e il corpo metallico, o, più spesso non presenta nessuna parte metallica, ma ha un corpo plastico o di legno che agisce come secondo strato esterno di isolamento tra l’utilizzatore e le parti attive, mentre il primo strato è un’intercapedine sufficientemente larga di aria (distanza di sicurezza). Dispositivi con doppio isola¬mento non necessitano di impianti elettrici con collegamento a terra e pertanto la si¬ curezza risulta indipendente dallo stato dell’impianto elettrico. Un dispositivo Classe II è considerato più sicuro di uno di Classe I perchè è meno probabile che uno strato a doppio isolamento venga bypassato, piuttosto che si verifichino guasti con un collegamento a terra, il che può introdurre tensioni pericolose nelle parti metalliche.

 

dispositivo messa terraQuesto simbolo mostra che il prodotto ha un isolamento di Classe I. Questo signi¬fica che l’isolamento elettrico non si basa unicamente sulla protezione delle parti attive che è usato per proteggere l’utilizzatore dal contatto diretto o indiretto con le parti attive, ma possiede un ulteriore sistema di sicurezza: tutte le parti metalliche esposte di un dispositivo elettrico sono connesse a terra con un buon conduttore, il che dà luogo a due effetti. Il primo è che se avviene un guasto all’interno del prodotto per cui viene resa viva la parte metallica, la tensione su questa parte non può salire molto oltre il valore di tensione della terra. L’altro è che se la corrente cresce oltre un certo valore di soglia, viene individuata da un fusibile o da un interruttore che ne intorrompe il flusso.

 

Etichettatura di un prodotto alimentare

Etichettatura di un prodotto alimentare

•L’etichetta, uno strumento per la tutela del consumatore

L’etichettatura di un prodotto alimentare ha, per il consumatore, una importante funzione ditutela, informandolo sul prodotto che sta acquistando e consentendogli di scegliere quello che è maggiormente rispondente alle proprie esigenze. Le norme concernenti l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità dei prodotti alimentari tendono ad esser analoghe nell’ambito dei Paesi dell’ Unione Europea. L’etichettatura è l’insieme delle indicazioni riportate non solo sull’etichetta apposta sul prodotto, ma anche sull’imballaggio o sul dispositivo di chiusura. L’etichettatura, la presentazione e la pubblicità di un prodotto alimentare non devono: – indurre in errore l’acquirente sulle effettive caratteristiche, qualità, composizione, e luogo di origine del prodotto;

  1. evidenziare caratteristiche come particolari, quando tutti i prodotti alimentari analoghi le possiedono;
  2. attribuire all’alimento proprietà atte a prevenire, curare o guarire malattie, nè accennare proprietà farmacologiche. Molte forme di pubblicità insidiose ed ingannevoli si concretizzano aggiungendo in etichetta delle aggettivazioni atte ad esaltare indebitamente un prodotto: – “genuino” per un formaggio, “naturale” per un miele, come se fosse lecito produrre le corrispondenti tipologie “adulterato” o “artificiale”;
  3. non si può indicare in etichetta che una grappa “fa digerire” o qualificare un miele “iperenergetico, indicatissimo nello sport e nel superlavoro”.
•Indicazioni: denominazione di vendita e ingredienti

denominazione di vendita e ingredientiLa denominazione di vendita.
E’ la denominazione prevista dalle disposizioni che disciplinano il prodotto stesso o il nome consacrato da usi e consuetudini o una descrizione della merce; non può essere sostituita da un nome di fantasia o da un marchio di fabbrica. L’elenco degli ingredienti. Devono essere riportati in ordine di quantità decrescente. Anche se gli ingredienti non vengono espressi in percentuale, l’elencazione fornisce utili informazioni per individuare la presenza di sostanze più o meno gradite e per effettuare un confronto fra prodotti analoghi; per capire, dalla posizione che un componente occupa, se un alimento ha un certo sapore perchè contiene quella sostanza o solo l’aroma. Tra gli ingredienti sono compresi gli additivi, sostanze chimiche per lo più prive di valore nutrizionale, che hanno lo scopo di garantire la conservazione o di conferire particolari caratteristiche agli alimenti. Alcuni additivi (coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti, addensanti ecc.) vengono designati con il nome della categoria, cui segue il nome specifico o il corrispondente numero CEE (es. “antiossidante: acido L-ascorbico o E 300”). Le sostanze aromatizzanti vengono designate in etichetta come “aromi naturali” o “aromi” (di origine sintetica).

•Altre indicazioni

denominazione di vendita e ingredientiE’ importante controllare la quantità netta contenuta nell’unità di vendita, rapportandola al prezzo, per non avere, da grandi confezioni … piccole sorprese! – Il termine minimo di conservazione o la data di scadenza.
La dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il …” è la data di preferibile consumo (o termine minimo di conservazione) fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue specifiche proprietà in adeguate condizioni di conservazione. La dicitura “Da consumarsi entro il …” è il termine perentorio entro il quale il prodotto deve essere consumato ed è obbligatorio per i prodotti altamente deperibili dal punto di vista microbiologico; l’alimento non può assolutamente essere posto in vendita dopo tale data di scadenza. Il termine minimo di conservazione e la data di scadenza restano validi se il prodotto è adeguatamente conservato (in ambienti adatti, alle temperature previste, lontano da fonti di calore, in luoghi asciutti): in caso contrario i processi di alterazione possono essere sensibilmente accelerati e l’alimento potrà risultare “avariato” anche molto prima di quanto previsto. – Il nome e la sede del produttore o del confezionatore. – La sede dello stabilimento di produzione o confezionamento.
Tramite l’etichetta il consumatore può conoscere il nome e la sede del fabbricante o del confezionatore o del venditore di un alimento; a volte il nome dell’operatore è sostituito da un marchio depositato. Va sempre indicata la sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento. – Un numero di identificazione del lotto.
La dicitura che consente di identificare il lotto di appartenenza di un prodotto è leggibile sulla confezione in forma di numero a più cifre o in forma alfanumerica ed è preceduto dalla lettera “L”; altre volte tale iscrizione è sostituita dal giorno e dal mese del termine minimo di conservazione o dalla data di scadenza. Prodotti contraddistinti dal medesimo numero di lotto hanno le stesse caratteristiche. Il lotto può essere utile per l’individuazione delle partite non conformi, da ritirare dal commercio. – Le modalità di conservazione e utilizzazione. – Le istruzioni per l’uso. – Il luogo di origine o di provenienza.
Sono menzioni obbligatorie solo se:

  1. è necessaria l’adozione di particolari accorgimenti in funzione della natura del prodotto o, per alimenti di uso non comune, è indispensabile specificarne le modalità di impiego;
  2. l’omissione del luogo di origine o di provenienza può indurre in errore l’acquirente.
•Le frodi più frequenti

etichetta cibo

  1. Dichiarazioni false in merito alla provenienza, qualità, composizione, caratteristiche, etc. di un alimento.
  2. Indicazioni ingannevoli ed insidiose, atte a magnificare indebitamente un prodotto e le sue caratteristiche.
  3. Mancata corrispondenza degli ingredienti dichiarati: assenza o minor contenuto di quelli di pregio.
  4. Mancata elencazione di quelli “indesiderati” (es. conservanti) o di minor valore (es. oli di diversa natura).
  5. “Manipolazioni” della data di scadenza o di preferibile consumo.

Informazioni che devono essere riportate sull’etichetta di un prodotto chimico

Informazioni che devono essere riportate sull’etichetta di un prodotto chimico

  1. Fornitore o produttore: nome, indirizzo e numero di telefono
  2. La quantità della sostanza o del preparato  (se non specificata in un altro punto dell’imballaggio)
  3. Identificatori del prodotto
  4. Pittogrammi di pericolo
  5. Avvertenze
  6. Indicazioni di pericolo
  7. Consigli di prudenza
  8. Informazioni supplementari

Denominazione della sostanza o del preparato

Il termine usato deve essere lo stesso di quello della SDS, in accordo con l’articolo 31 del REACH

In caso di sostanza:

  1. Denominazione Allegato VI (parte A)
  2. Denominazione che appare nel “C&L inventory”
  3. Numero CAS
  4. Nome IUPAC

In caso di preparato va riportato:

Nome commerciale o designazione del preparato Nome di tutte le sostanze nella miscela che contribuiscono alla classificazione in:

  1. Tossicità acuta
  2. Corrosione della pelle
  3. Lesioni oculari gravi
  4. Mutagenicità
  5. Cancerogenicità
  6. Tossicità per la riproduzione
  7. Sensibilizzazione respiratoria o cutanea
  8. STOT (SE e RE)
  9. Pericolo  in  caso di aspirazione

Pittogrammi di pericolo (Hazard Pictograms)

•Sono costituiti da un simbolo e altri elementi grafici (bordo, sfondo..)

hazard pictograms

 

Dimensione: Ogni pittogramma deve coprire almeno un quindicesimo della superficie dellÂ’etichetta, ma non deve essere inferiore a 1 cm2 Inoltre il bordo rosso deve essere sufficientemente largo da risultare chiaramente visibile

Classificazione Etichettatura

Classificazione Etichettatura

Ogni prodotto venduto all’interno dell’Unione Europea deve fornire delle informazioni minime. Le regole cambiano a seconda di vari parametri. Il primo criterio è il destinatario: se è un consumatore bisogna seguire le regole del codice del consumo oltre a tutte le altre, invece se è un impresa solo le regole specifiche del prodotto.
In ogni caso ci deve essere sempre scritto la ragione sociale di chi lo immette sul mercato. Oramai è una prassi consolidata che i vari rivenditori nascondono il nome del produttore mettendo il proprio. Così facendo si assumono delle responsabilità maggiori sul prodotto.
I Europa ogni prodotto deve essere sicuro, sempre e in ogni caso. Ma esistono sempre dei rischi residui, degli usi impropri che possano causare dei pericoli. L’etichetta deve allertare l’utilizzatore e avvertirlo su cosa fare.

Un altro argomento molto controllato è l’Origine del prodotto. Tutti i prodotti importati da extra UE devono informare l’acquirente sulla corretta origine. Mettere la propria ragione sociale senza avvertire che il prodotto non è fatto in Europa, da una falsa informazione di origine e viene sanzionato.

I loghi messi sulla confezione hanno un significato e metterli a caso copiando i propri concorrenti non è sempre una buona idea. Quando decido di mettere un logo dichiaro qualcosa. Siete sicuri di conoscere quello che dichiarate con i vostri prodotti sul mercato?

Etichetta dei Cosmetici e Informazione del consumatore

Etichetta dei Cosmetici

Cosmetici (a partire dal 2013)

A partire dall’11 luglio 2013, il presente regolamento sostituir à la direttiva «cosmetici», che consentiva fino ad oggi la libera circolazione dei prodotti, garantendo al contempo un elevato livello di tutela dei consumatori. Le disposizioni del regolamento sono volte a garantire la tutela della salute e l’informazione dei consumatori, vigilando sulla composizione e l’etichettatura dei prodotti. Il regolamento prevede inoltre la valutazione della sicurezza dei prodotti e il divieto degli esperimenti sugli animali.

ATTO

Regolamento (CE) n. 1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sui prodotti cosmetici (Testo rilevante ai fini del SEE).

SINTESI

prodotti cosmetici sono sostanze * o miscele di sostanze destinate ad essere applicate sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero, unghie, ecc.), oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei.

Questi prodotti, se conformi al presente regolamento, sono posti in libera circolazione nel mercato interno.

Vigilanza sul mercato

Per ogni prodotto immesso sul mercato deve essere designata una persona responsabile all’interno della Comunità. Tale persona garantisce la conformità dei prodotti alle disposizioni del regolamento. In particolare garantisce il rispetto degli obblighi di protezione della salute, di sicurezza e di informazione dei consumatori. Essa tiene e mette a disposizione delle autorità pubbliche una documentazione informativa sui prodotti.

Per garantire la tracciabilità del prodotto, la persona responsabile deve poter identificare i distributori ai quali fornisce il prodotto cosmetico: per un periodo di tre anni dopo la data in cui il lotto del prodotto cosmetico è stato messo a disposizione del distributore. Lo stesso vale anche per tutti gli altri operatori della catena di fornitura.

In caso di non conformità di un prodotto, la persona responsabile adotta tutti i provvedimenti per rendere conforme il prodotto, ritirarlo dal mercato o richiamarlo in fabbrica in tutti gli Stati membri in cui il prodotto è disponibile. Se la persona responsabile non adotta tutti gli adeguati provvedimenti, le autorità nazionali competenti possono adottare le misure correttive necessarie.

Se un prodotto, conforme ai requisiti del regolamento, presenta o potrebbe presentare un rischio grave per la salute umana, l’autorità nazionale competente adotta tutti i provvedimenti necessari per ritirare, richiamare o limitare la disponibilità di tale prodotto sul mercato.

Limitazioni di talune sostanze

Gli allegati al presente regolamento riportano un elenco di sostanze il cui impiego è vietato (allegato II) o limitato (allegato III) nei prodotti cosmetici. Sono altresì vietati alcuni coloranti (diversi da quelli dell’allegato IV), conservanti (diversi da quelli dell’allegato V) e filtri UV (diversi da quelli dell’allegato VI).

Il regolamento vieta l’impiego delle sostanze classificate come cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (CMR), salvo casi eccezionali. Prevede un elevato livello di protezione della salute umana in caso di impiego di nanomateriali nei prodotti cosmetici.

Informazione del consumatore

L’etichettatura dei prodotti contribuisce alla tutela dei consumatori. I recipienti o l’imballaggio devono infatti riportare indicazioni, in caratteri indelebili, facilmente leggibili e visibili. Tali informazioni riguardano:

  • il nome o la ragione sociale e l’indirizzo della persona responsabile del prodotto;
  • il paese di origine dei prodotti importati;
  • il contenuto nominale al momento del confezionamento, espresso in peso o in volume;
  • la data limite di utilizzo del prodotto cosmetico, stoccato in condizioni adeguate;
  • le precauzioni per l’impiego, anche per i cosmetici di uso professionale;
  • il numero del lotto di fabbricazione o il riferimento che permetta di identificare il prodotto;
  • l’elenco degli ingredienti, ovvero qualsiasi sostanza o miscela usata intenzionalmente nel prodotto durante il processo di fabbricazione.

La lingua nella quale vanno indicate le informazioni è determinata dallo Stato membro in cui il prodotto viene messo a disposizione dell’utilizzatore finale.